Carlo Masci è risultato negativo al secondo tampone

Il sindaco di Pescara è tornato al lavoro in Comune. Ecco l'intervista rilasciata a Rete8

| di Riccardo Camplone
| Categoria: Politica
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Il Sindaco di Pescara, Carlo Masci, è risultato negativo al secondo tampone, dopo la positività della figlia. Il Primo Cittadino è tornato a lavoro al Comune di Pescara dopo il periodo di quarantena ed aver seguito le vicende comunali attraverso lo Smart Working. L'itervista rilasciata a Rete8:

“Sto bene, dopo 10 giorni di autoisolamento, ho avuto mia figlia che era risultata positiva al Coronavirus. Ha avuto un sintomo influenzale lieve ma siamo stati tutti in casa. Ci siamo preparati ed abbiamo attuato il protocollo previsto in questi casi e devo dire che è un’esperienza difficile, non la auguro a nessuno anche se alcuni miei concittadini si sono trovati nelle stesse condizioni. L’importante è affrontare questa situazione con uno spirito positivo e soprattutto continuo a raccomandare a tutti mascherina, pulizia e distanziamento perché il virus può colpire chiunque. Mai attenzione è sempre ben accetta.

Già da lunedì scorso abbiamo aperto il COC per attivare immediatamente la funzione di sostegno e aiuto ai cittadini. Al giorno arrivano 60-70 telefonate con persone che hanno bisogno di informazioni oppure cercano aiuto e sostegno perché molti sono in difficoltà ed il Comune si preoccupa. Se penso alla fase della pandemia primaverile noi abbiamo ricevuto 12 mila telefonare e siamo andati in 6000 case. Ci prepariamo a fare la stessa cosa sapendo che oggi l’esperienza aiuta moltissimo, perché abbiamo la rete di solidarietà, una rete di associazioni e di Protezione Civile molto attiva nella nostra città e dimostra il fatto che il COC di Pescara è quello più seguito ed in movimento e da risposte precise.

Sull’aspetto sanitario siamo abbastanza tranquilli perché quando a marzo prendemmo la decisione di realizzare l’Ospedale Covid, all’interno della cittadella ospedaliera, si è rivelata una scelta giusta ed indovinatissima. In Italia siamo all’avanguardia e stiamo dando risposte a tutti, non soltanto ai pescaresi ma a tutti gli abruzzesi, perché il “Covid Hospital” di Pescara da risposte a chiunque in Abruzzo. Poi c’è l’aspetto economico molto difficile, perché Pescara è una città che vive di servizi e commercio ed oggi sono le categorie più colpite perché vivono di relazioni e rapporti e sotto questo punto di vista Pescara è una città che soffre di più ma dobbiamo reagire e Pescara ed i pescaresi hanno la forza per farlo perché lo hanno sempre dimostrato in ogni situazione, però in questo momento occorre l’aiuto dello Stato e delle Istituzioni. Devono arrivare subito i ristori e noi abbiamo fatto un Consilio Comunale Straordinario proprio perché abbiamo trasformato quella che era la protesta di piazza in una proposta per le Istituzioni, sia per il Governo Nazionale che Regionale. Abbiamo inviato la documentazione a Roma perché i ristori devono arrivare velocemente e le attività rischiano di soccombere difronte a questa pandemia e c’è il rischio che il 30% delle attività non riprendano se non arriveranno di fretta questi ristori e se non saranno adeguarti, perché c’è tutta una filiera da garantire, non soltanto per il discorso finale del commerciante o del negozio ma c’è tutta una filiera a monte che serve i commercianti e da supporto alle attività economiche che devono essere tutelate e garantite. Oggi bisogneranno dare risposte immediate e non bastano più le parole. Per quello che ci riguarda noi come Comune, nel periodo primaverile abbiamo eliminato la tassa sull’occupazione sul suolo pubblico, diminuito la TA.RI e faremo altri interventi per quanto possibile e anche noi aspettiamo che entri il Decreto Ristori dal Governo e dal sistema nazionale regionale, però oggi bisogneranno dare delle risposte ai cittadini e dovranno essere immediate.

Come si sono comportati i pescaresi durante la Zona Rossa? Abbiamo istituito la cabina di regia con il Prefetto ed il Questore. Da questa cabina di regia emerge che i pescaresi si sono comportati bene, come si continuano a comportare e come si sono comportati anche in passato. Ovviamente ci sono dei casi marginali di limite e dopo 9 mesi che diciamo di utilizzare mascherine, distanziamento e pulizia se c’è qualcuno che non l’ha ancora capito non so come farlo capire. Pescara non è la città più colpita, come purtroppo è successo ad aprile, anzi forse Pescara è una città abruzzesi meno colpita rispetto ad altre.”

Riccardo Camplone

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