Terza giornata del Festival, grande attesa per il concerto di De Gregori

Sempre domani, ma presso l'Aurum, appuntamento con Maria Teresa Montanella, nipote di D'Annunzio

| di la redazione
| Categoria: Musica e Spettacolo
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Sarà lo Stadio del Mare di Pescara a ospitare domani, domenica 5 settembre, alle ore 21, il Concerto di Francesco De Gregori, il primo dei big della musica italiana catapultati nel mondo del Vate per la terza giornata del Festival dannunziano, giunto alla sua terza edizione. Ma prima dell’appuntamento serale saranno tanti i momenti che infiammeranno la giornata, a partire dall’incontro all’Aurum, con Maria Teresa Montanarella, unica nipote diretta ancora in vita di Gabriele d’Annunzio.

“Ormai siamo entrati pienamente nel vivo delle iniziative dannunziane che sono partite col botto sia in termini di ospiti d’eccellenza che di presenze del pubblico – ha sottolineato il Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri, promotore della kermesse -. Da ieri pomeriggio le rose di d’Annunzio e del Vittoriale dimorano anche nel giardino dell’Aurum al quale il Presidente Giordano Bruno Guerri ha donato i bulbi che abbiamo piantumato con il sindaco di Pescara Carlo Masci nel corso di una cerimonia ufficiale. Puntuali si sono aperti i tavoli di confronto e dibattito per dare spazio alle tante voci di letterati, giornalisti, esperti dannunzisti che negli anni hanno studiato l’uomo, il personaggio, lo scrittore e il poeta, tante anime che ci offrono molteplici punti di vista. E poi lo spettacolo straordinario che nella prima serata ha visto protagoniste Vanessa Gravina e Franca Minnucci, con il sold out di piazzale Michelucci, segno della bontà del cartellone presentato e del pieno apprezzamento del pubblico”.

Stamane ad aprire oggi la seconda giornata è stata la Regata dannunziana di Vela d’Altura – 1° Trofeo d’Annunzio Città di Pescara che al porto turistico di Pescara ha visto la straordinaria partecipazione di ben 40 equipaggi, giunti da ogni parte d’Abruzzo e d’Italia per “una gara sportiva ispirata alle regate dannunziane e che sicuramente intendiamo riportare in auge”, ha commentato il Presidente Sospiri. Alle 9.30 il raduno sulla banchina e alle 11.30 puntuali le imbarcazioni sono scese nello specchio d’acqua. Un’ora di navigazione al termine della quale il 1° Trofeo è stato aggiudicato all’equipaggio dell’imbarcazione Movida, composto da Ivo Petrelli armatore e timoniere, Gigi Masturzo-tattico, Matteo Petrelli, Marcello Zingaro, Paolo Vieste, Marco Trivellone, Lorenzo Trivellone, Davide Consorte, Emanuele Di Pietro, Roberto Massi, Massimo Lachi, primi classificati.

Intanto domani, domenica 5 settembre, la terza giornata dannunziana si aprirà alle ore 18, all’Aurum, con la presentazione in anteprima del libro ‘Una Donna’ di Renata Montanarella d’Annunzio, con la partecipazione di Maria Teresa Montanarella, figlia di Renata e unica nipote diretta ancora in vita del Vate con Tobias Fior, Angelo Piero Cappello e l’attrice Daniela Musini. ‘Una donna’ è un viaggio tra le gioie e i tormenti di Lina, una giovinetta esile, dallo sguardo puro, schiva e timorosa, che lascia i suoi affetti, muovendosi di città in città, per tornare in Patria ai primi segni della guerra. Milano è la città che la vede partire giovane e inesperta, e dove ritorna più e più volte per confortare la madre e trovare in lei conforto. Venezia, è la città cui approda, città incantatrice, che, con il suo dedalo di canali e di calli e i suoi lussureggianti giardini, dove risuonano gli urli lugubri delle sirene e il ronzio dei motori nemici, fa da palcoscenico al pellegrinaggio di amore e di dolore della giovane. Qui Lina conosce l'amore vero, assoluto e raro, che è tutta la vita. Qui veste, di volta in volta, gli abiti succinti della ballerina di teatro, gli abiti della donna abbandonata, della donna profondamente amata, della donna trasfigurata dal dolore. Qui vivrà l'apice del suo tormento: rimanere fedele a una promessa, o profanare un amore eterno per approdare a un porto sicuro.

Maria Teresa Montanarella è la quinta degli otto figli di Eva Adriana Renata d'Annunzio, l'amatissima ‘Cicciuzza’, figlia del poeta, e del pugliese Silvio Montanarella, tenente di Vascello della Marina Militare Italiana, sposi nel 1916; una donna consapevole dell'importanza delle proprie origini, orgogliosa della storia familiare, ma anche attenta a non tralasciare, con la propria testimonianza, il lato più tenero e quotidiano del rapporto intercorso tra sua madre e il nonno. Una madre letteralmente innamorata del padre, ne parlava in continuazione. In particolare amava il suo lato eroico, ne raccontava le imprese, delle pazzie e delle acrobazie belliche che lo hanno reso immortale: il volo su Vienna, sul Polo, le due medaglie d'argento e d'oro al valor militare, volava con aerei al limite della precarietà ingegneristica, con ali di stoffa e il corpo di legno compensato. Era sua figlia, certo, ma era anche una autentica ammiratrice del d'Annunzio pubblico. Del Vate-nonno, Maria Teresa ha sempre raccontato che “era sicuramente un nonno che non raccontava le favole della buonanotte, ma perché le scriveva, di meravigliose, per il mondo intero. L'impatto più forte di questa importante origine familiare l'ho avuto a scuola, dove già si studiavano le opere e la vita di d'Annunzio. Essere la nipote del Vate ha rappresentato un grande onore, una profonda emozione per tutto quello che ha fatto, che ha scritto. Ma soprattutto, un forte senso di gratitudine per il rapporto che ha avuto con mia madre perché è stato assolutamente un padre affettuoso. Quando lei era in collegio a Firenze e lui alla Capponcina, tutti i fine settimana le faceva visita, la prendeva e la portava alla villa. Le aveva comprato un cavallino che si chiamava Cinirellina; quando non poteva andare a trovarla, le diceva sempre ‘Cirenella ti manda un bacino’”.

Alle 19, sempre all’Aurum, presentazione del volume ‘Francesca da Rimini’ con Pietro Gibellini, Elena Maiolini e Angelo Piero Cappello.

E alle 21 il Festival dannunziano cambierà location spostandosi allo Stadio del Mare, in piazza Primo Maggio, sulla spiaggia, per il concertone di Francesco De Gregori, che ha già fatto registrare il sold out tra i mille posti a sedere. Francesco De Gregori nasce a Roma il 4 aprile del 1951. Debutta intorno ai diciassette anni con una serie di esibizioni al Folkstudio, celebre locale capitolino in cui si ritrovano giovani autori in cerca di successo. Al Folkstudio nasce anche l'amicizia di un giovane gruppo di autori che vede insieme, oltre a De Gregori, Giorgio Lo Cascio, Ernesto Bassignano ed Edoardo De Angelis, riuniti poi in uno spettacolo intitolato "I giovani del folk". De Gregori ha già composto i suoi primi brani, che finiscono sull'album "Theorius Campus", inciso per la IT dischi e registrato a metà con Antonello Venditti (una facciata a testa). Dopo questa collaborazione, però, al solo Venditti, in virtù della voce possente e “spendibile”, viene offerta subito una nuova chance discografica. Nel 1973 Francesco De Gregori partecipa al "Disco per l'estate" con "Alice", brano che gli permette di farsi conoscere da un pubblico più vasto di quello dei circoli culturali di sinistra che già iniziava ad apprezzarlo. Esce ‘Alice non lo sa’, primo album per la Rca, seguito dall’omonimo ‘Francesco De Gregori’, noto come "La pecora" per il disegno di copertina. Sempre nel ‘74 De Gregori collabora con Fabrizio De André all'album VOL. 8, con brani come "La cattiva strada", "Oceano", "Dolce luna", "Canzone per l'estate". Nel 1975 De Gregori partecipa a una dieci giorni musicale al Teatro dell'Arte di Milano insieme a Ron, Renzo Zenobi e Lucio Dalla, che gli fornisce la musica per due brani, "Pablo" e "Giovane esploratore Tobia". Nel frattempo l'attenzione di De Gregori si focalizza sul tema del "mito", inteso come modelli esemplari di vita verso cui l'uomo concentra le sue aspirazioni e le sue frustrazioni, quasi per attuare una sorta di riscatto dalla propria mediocrità. Nasce così nel 1976 il nuovo Lp ‘Bufalo Bill, la cui copertina, con il disegno di una donnina anni Quaranta vestita da cowboy, richiama il motivo della finzione. Devono trascorrere due anni prima dell'uscita di un nuovo disco. Sono gli anni difficili di una crisi che ha le sue premesse in quell'ormai famoso "processo" intentatogli al Palalido dagli autonomi durante un concerto, anni dai quali De Gregori esce nel 1978, pubblicando un album nuovamente intitolato con il suo nome e cognome. Nel dicembre di quello stesso anno De Gregori realizza un 45 giri con Lucio Dalla contenente "Ma come fanno i marinai" e "Cosa sarà", una boccata d'ossigeno e di spensieratezza.  Nel 1979 esce un altro ellepi, ‘Viva l'Italia’, che vede ancora la collaborazione di Lucio Dalla ai fiati.

Nel 1983 esce un Q-disc intitolato ‘La Donna cannone’, che contiene, oltre alla canzone omonima, due brani utilizzati per un film con Monica Vitti. Il nuovo millennio è inaugurato da Francesco con un nuovo disco intitolato ‘Amore nel pomeriggio’. A marzo 2001 De Gregori va in tour per la prima volta dopo tre anni; i concerti proseguono fino a settembre, fornendo materiale sonoro per l'album ‘Fuoco amico-live 2001’, pubblicato nel gennaio 2002. Nell'estate prende il via la tournée in compagnia di Pino Daniele, Fiorella Mannoia e Ron. Il 2003 è l’anno di “Mix”, doppio CD a metà tra (ennesimo) live e greatest hits, con inedite riletture della “A chi” di Fausto Leali e della dylaniana “I shall be released” (qui ribattezzata “Come il giorno”). Il 2004 trascorre al lavoro su un album di nuove canzoni, che vede la luce nel marzo del 2005. Il 2010 vede invece – a trent’anni di distanza – una nuova collaborazione con Dalla per un tour da cui viene tratto un disco live, anticipato dal singolo ‘Non basta saper cantare’. Il Tour si protrae fino al 2011, anno in cui De Gregori compie 60 anni, il 4 aprile. Nel luglio del 2015 De Gregori apre un concerto di Bob Dylan a Lucca.  Nel 2016 arriva prima il cofanetto onnicomprensivo ‘Backpack’, poi live ‘sotto il vulcano’, registrato a Taormina, con la rilettura di "4/3/1943", dell'amico Lucio Dalla.

Per assistere agli eventi del Festival dannunziano è necessario prenotarsi sulla piattaforma dannunzioweek.it ed è possibile fare una donazione liberare di fondi che saranno devoluti per il risanamento della pineta dannunziana dopo i roghi del primo agosto.

Le donazioni possono essere effettuate con le seguenti modalità: Bonifico bancario sul conto corrente IBAN IT 68 T 05424 04297 000051050040 intestato a Consiglio Regionale dell’Abruzzo; PagoPa la causale da indicare nel caso di bonifico bancario o PagoPa è la seguente: ‘Contributo per il recupero della pineta e dei luoghi dannunziani’; Versamento contanti presso il punto informativo della manifestazione sito in Piazza Unione – Pescara, tutti i giorni a partire da venerdì 3 settembre dalle ore 10 alle ore 19, e dalle 19 in poi sui luoghi degli spettacoli. Si ricorda che per accedere a tutti gli eventi della kermesse occorre avere con sé il Green pass.

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