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Primo Corso di Lingua e cultura araba al Liceo statale G. Marconi di Pescara

L'iniziativa è tesa a favorire gli scambi interculturali fra due diverse e problematiche realtà

| di Fabio Rosica
| Categoria: Comunicati Stampa | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Dopo lunga gestazione organizzativa, presso il Liceo statale G. Marconi di Pescara s'avvierà a breve il primo Corso di Lingua e letteratura araba (اللغة والثقافة العربية). Nell'ambito delle proposte d'attività integrative del P.O.F. d'Istituto per l'A .s. 2015/2016, agli studenti interessati sarà proposta l'attività formativa d'alfabetizzazione linguistico-culturale con Docenti in possesso di specifiche competenze, tra le quali anche l'abilitazione all'insegnamento della Lingua araba e, eventualmente, madre - lingua, mediante apposita Selezione pubblica per titoli necessaria al conferimento di incarico d'insegnamento da attribuire ad un esperto esterno.

Nella certezza di accoglimento dell'iniziativa, l'utenza scolastica di tutti gli Indirizzi di studio presenti - Liceo delle Scienze umane / Liceo delle Scienze umane Opzione economico-sociale / Liceo linguistico - può segnalare (Classe e n° partecipanti) tempestivamente al Docente che ha progettato l'attività e referente d'Istituto, Prof. G. Dursi, l'adesione al Corso di Lingua e cultura araba.

Fermo restando la peculiarità formativa scolastica, l'iniziativa è rivolta anche ad utenze ulteriori, qualora le correlate iscrizioni siano in numero sufficiente affinchè il Corso possa ampliarsi alla partecipazione di altre categorie sociali interessate.

L'iniziativa concorre alla promozione di eventi multiculturali in grado, come in questo caso, di sviluppare la conoscenza e competenza linguistico-culturale nell'etnica reciprocità esperenziale, ma anche di favorire, ad esempio, scambi significativi con apposita pianificazione di mostre interattive, concerti, laboratori teatrali che attivino sul territorio un'autentica comunicazione interculturale valorizzando e coordinando i gruppi e le realtà sociali già presenti.
La prospettiva multiculturale apre un orizzonte civile sostenibile; come ha detto Julia Kristeva “vivere con l’altro, con lo straniero, ci mette di fronte alla possibilità di essere o non essere un altro”. Non si tratta solo di una nostra disponibilità ad accettare l’altro ma di essere al posto suo, cioè di compiere un’operazione di decentramento. Guardare sé stessi e la propria cultura con lo sguardo dell’altro è un esperienza che aiuta a costruire la propria identità, arricchendola di punti di vista, memorie, pensieri. 

Fabio Rosica

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