Scrutatori dei seggi e responsabilità etica

| di Elena Prizzi
| Categoria: Attualità
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Ultime ore di campagna politica, la macchina elettorale sta per rimettersi in moto. Tutta l’attenzione è sui candidati, ma ci sono altre persone che svolgono un ruolo decisivo: gli scrutatori ed i presidenti di seggio. Che ruoli hanno durante lo spoglio delle schede?
Spesso sfugge un particolare: sono queste persone, insieme al presidente di seggio ed ai capilista presenti nei seggi stessi,  a stabilire se i nostri voti siano validi oppure meno, se le nostre crocette, i nomi che noi inseriamo sulle schede siano scritte correttamente. Grande quindi è la loro responsabilità sia civica che giuridica.
Mentre noi elettori aspettiamo davanti ai monitor televisivi  i risultati dello spoglio delle schede, questi “professionisti del voto” lavorano freneticamente, cercando di applicare sia le linee guida di comportamento, consegnate dal Ministero degli Interni, sulla corretta convalida dei voti, sia usando il buon senso per  la valutazione di tutte le schede-eccezioni non contemplate dalle linee guida. E proprio su questo tema si apre un grande punto interrogativo. Nomi di battesimo di candidati scritti male, punti o linee presenti sulle schede, righe con cui vengono sottolineati indebitamente i nomi dei candidati, ecc. come vengono valutate al fine di considerare una scheda valida o nulla? Il manuale del Ministero consegnato agli scrutatori, riporta numerosi esempi di casi di schede compilate male nel corso degli anni, ma che cosa succede quando i nostri scrutatori si trovano davanti ad un caso nuovo? Quanto le loro scelte influenzano il risultato finale? Tutto è lasciato ad un criterio soggettivo, che seggio per seggio viene applicato, mentre i capilista di ogni partito o addirittura esponenti politici locali, entrando nei seggi, cercano di influenzare le valutazioni.
La norma prevede che lo staff addetto allo spoglio delle schede, non sia distratto durante il proprio lavoro e che i cittadini interessati ad osservare questo momento, possano entrare sì nel seggio ma rimanendo in rigoroso silenzio, nel rispetto, appunto,del ruolo assegnato ai membri di valutazione. Pensate che questo giusto criterio di silenzio e di non ingerenza  venga sempre rispettato? Non è più tempo di appelli politici, è tempo di un appello etico. Domenica sera, quando seguiremo in diretta i risultati del ballottaggio del nostro futuro sindaco, auspichiamoci il perfetto rispetto delle leggi ed un esemplare comportamento da parte di tutti i “professionisti del voto”. 

 

Elena Prizzi

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