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Caso Les Paillotes, De Cecco chiarisce la situazione

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Il signor Acerbo e la signora Di Paola hanno ritenuto di poter alimentare la propria campagna elettorale perpetrando infondate accuse nei confronti del Cav. De Cecco.

Informiamo i Signori Acerbo e la Signora Di Paola, che in ragione dei loro ruoli ben avrebbero il dovere di sapere e conoscere, che il Cav. De Cecco, esattamente un mese dopo la pubblicazione della sentenza della Corte di Cassazione, e quindi il 4 luglio 2013, ha presentato al Comune di Pescara, e condiviso con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pescara, un progetto di messa in esecuzione della sentenza della Suprema Corte, avente ad oggetto l’eliminazione delle difformità rilevate ed accertate.

Inaspettatamente in data 8 gennaio 2014 il Comune di Pescara, con provvedimento a firma dell’Ing. D’Aurelio, ha comunicato una, ad oggi ancora immotivata, sospensione dell’ITER procedurale di approvazione o diniego del progetto presentato.

Il Signor Acerbo e la Signora Di Paola, prima di diffondere false informazioni alla stampa, avrebbero il dovere di informarsi presso gli uffici comunali, che hanno a lungo frequentato, circa lo stato di fatto e di diritto relativo alla vicenda del Cafe Les Paillotes.

Con specifico riferimento alla sentenza della Corte di Cassazione il Tribunale di Pescara, su richiesta della proprietà, ha  nominato, quale unico giudice competente, il Giudice dell’Esecuzione nella persona della dott.ssa Villani; l’udienza è fissata per il prossimo 6 giugno 2014. L’errato provvedimento notificato in data 21 maggio 2014 è stato emesso dalla Procura e non dal Tribunale Penale, erroneamente menzionato dagli organi di stampa.

De Cecco rispetterà la sentenza in ogni sua parte non appena le modalità attuative della stessa saranno definite presso l’unica sede competente.

Ancora una volta ribadiamo che in alcun modo l’attuazione della sentenza della Corte di Cassazione comporterà la demolizione del Cafe Les Paillotes, come sembra evincersi da alcune dichiarazioni piuttosto superficiali; gli interventi di ripristino ed eliminazione delle difformità (e non demolizioni) riguarderanno solo le opere realizzate, con regolari permessi di costruire, in aggiunta al fabbricato originario storico costruito negli anni ’50 e ritenuto perfettamente legittimo dalla stessa Suprema Corte.

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