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Cattedrale di Santa Maria Maggiore di Caramanico Terme, la riapertura al pubblico solo nel 2023

L’assessore regionale emerito Mario Mazzocca: era il 17 novembre 2017...

| di Francesca Di Giuseppe
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Era il 17 novembre 2017 quando, in seduta di “Cabina di Regia per la Ricostruzione” a Palazzo Chigi, in rappresentanza della Regione Abruzzo diedi il via libera all’approvazione del Piano Triennale Mibact per la ricostruzione post-sisma delle chiese esterne al cratere, poi approvato dal Governo il successivo 22 dicembre (vedasi tabella). In quella occasione furono stanziati oltre 40 milioni di euro per il restauro di 52 edifici di culto, fra cui il finanziamento di 1,5 milioni di euro per i lavori di consolidamento e restauro della Chiesa Abbadiale di Caramanico.

È quanto ha dichiarato l’assessore regionale emerito Mario Mazzocca, che sottolinea come “il Segretariato Generale ha impiegato 2 anni e mezzo per nominare il RUP interno e ci sono voluti 3 anni affinché si decidesse ad affidare l’incarico della progettazione, ritardi che hanno già avuto riflessi negativi sulla preservazione del bene e che non potranno non avere gravi ripercussioni sulla disponibilità di ulteriori fondi in aggiunta al milione e mezzo di euro stanziato con la Delibera CIPE del 22 dicembre 2017, importo all’epoca necessario e oggi insufficiente”.

“Nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 2017 – dichiara il senatore Luciano D’Alfonso – si verificò un parziale cedimento del tetto della Cattedrale, a causa dell’azione congiunta di un enorme carico nevoso di quei giorni e dalle forti scosse di terremoto del 18 gennaio; nonostante un intervento tampone per scongiurare il crollo totale delle volte interne con l’installazione di puntelli a contrasto e un intervento di somma urgenza finanziato con 400mila euro dall’esecutivo regionale da me presieduto e di cui Mazzocca è stato un autorevole membro oltre che delegato alla Ricostruzione post-sisma, il Comune di Caramanico Terme si sobbarcò l’onere di sostituirsi al MIBAC per realizzare la copertura provvisionale del monumento attuato a primavera inoltrata del 2018, l’opera di restauro e definitivo consolidamento ancora langue”.

“Purtroppo – interviene ancora Mazzocca – da allora nulla o poco più è avvenuto. Registriamo, tuttavia e finalmente, l’avvenuta conclusione dell’attività di redazione della progettazione dell’intervento; ciò consentirà di definire la fase di validazione e di avviare e concludere, si spera entro l’anno, le procedure di legge per l’affidamento dei relativi lavori. Procedure che, qualora non si verifichino altre criticità od ostacoli di sorta tutt’altro che imprevedibili, potranno dar luogo al materiale avvio dei lavori solo per la primavera del 2022 per concludersi – ci auspichiamo – entro la fine dell’anno. Un dilatamento dei tempi difficilmente sostenibile da parte del nostro monumento e su cui il rinnovato vertice del Segretariato Regionale Abruzzo sarà chiamato ad un deciso cambio di passo. A quest’ultimo auguriamo buon lavoro e rivolgiamo un accorato appello affinché utilizzi tutta la sua autorevolezza per recuperare il tempo inutilmente perso”.

Francesca Di Giuseppe

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