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Consiglio comunale, la maggioranza replica al M5S

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"È senza dubbio suggestiva ed efficace l'ennesima provocazione dei colleghi consiglieri 5 stelle sul preteso ritardo con cui si è aperto l'ultimo consiglio comunale di Pescara.

Ritardatari, dormiglioni, sfaticati sono gli attributi che corrono subito alla mente quando si legge di un consiglio convocato alle 9 che riesce ad aprire i suoi lavori solo alle 9,55. Immagini tanto forti sul piano comunicativo da apparire naturalmente più vere della realtà.

Una realtà che resta comunque differente e che pertanto troviamo onesto rappresentare, pur senza la pretesa di poter risultare più persuasivi della sua convincente distorsione pentastellata.

I lavori del consiglio sono disciplinati da un regolamento i cui spazi di azione vengono usati legittimamente da tutti i gruppi consiliari, in base alle diverse esigenze di strategia e tattica politica e amministrativa, sempre col fine di conseguire il migliore risultato possibile per la comunità, naturalmente con la soggettività che ogni parte coltiva.

Così avviene che di frequente i colleghi dell'opposizione, anche e soprattutto quelli del movimento 5 stelle, utilizzino i tempi di discussione offerti per l'illustrazione di proposte e emendamenti e per le dichiarazioni di voto per tornare su concetti già espressi lungamente in interventi ripetuti nel corso della stessa seduta, a volte per ostacolare l'approvazione di provvedimenti, altre per mettere in luce la particolare strategia politica del movimento, ovvero più spesso per entrambe le finalità. Il tutto produce l'abnorme prolungamento delle discussioni consiliari con un teorico (e a volte anche pratico) aumento dei costi del personale presente e delle attrezzature.

Questo, ovviamente, è solo un esempio tra i tanti che si potrebbero citare, un esempio accanto al quale si può proporre quello dell'avvio dei lavori del consiglio che, da regolamento, deve avvenire entro un'ora dall'orario di convocazione. Un arco di tempo che in genere viene utilizzato, non per favorire il vagabondaggio o lo sbadiglio dei consiglieri, ma per affrontare nell'imminenza dei lavori esigenze di approfondimento e di condivisione su questioni all'ordine del giorno, spesso anche per valutare come maggioranza eventuali proposte urgenti di correzione e integrazione ai provvedimenti predisposti dalla struttura, provenienti da cittadini, da espressioni vitali cittadine e non di rado dagli stessi colleghi dell'opposizione.

 Il tutto ovviamente non per abusare della pazienza altrui, ma per provvedere nel modo più idoneo possibile, se non nel migliore in assoluto, ai bisogni della città. Il tutto senza determinare aggravio di costi per l'Ente.

 In definitiva, come già detto, tutte le forze politiche utilizzano le opportunità regolamentari come risorse per rendere più efficaci le loro azioni nell'interesse generale, o almeno ritenendo di così fare.

 Poi accade che coloro che sfruttano tranquillamente una norma, mettano alla gogna coloro che fruiscono degli spazi di un'altra, magari imbastendoci sopra anche una sacra rappresentazione. Dispiace per la mancanza di onestà intellettuale, ma condividiamo la fiducia che i colleghi a 5 stelle ostentano a 64 denti sul fatto che "tornerà di moda".

 Il fatto poi che sia stata pochissimo in aula ieri chi ha dato fiato alle trombe dell'intollerabile ritardo aggiunge un tono ulteriore di paradosso a una polemica che sarebbe stato bene evitare".

 

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