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William e il Pescara, storia di una passione infinita

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Quante emozioni suscitano la vittoria di un trofeo, la promozione della squadra del cuore, un gran premio; lacrime di gioia altre volte per un canestro all'ultimo secondo, le performance armoniose di un ginnasta, il record di un maratoneta o l'oro di un nuotatore. 

Di appassionati di sport se ne incontrano diversi, ognuno con una storia particolare. La storia di William inizia come tante altre: è quella di un bambino che si appassiona ai colori e alla squadra della propria città, tanto da seguirla anche nelle trasferte più impervie, sotto acqua e vento, con il sole o d'estate, sempre e solo William e il Pescara: un connubbio indissolubile.

Come racconta lui stesso, la passione per i colori biancoazzurri ha inizio, più di 20 anni fa, nel 1995.

E' una serata di fine estate 1995, il Pescara gioca una partita di Coppa Italia contro i big del calcio italiano: il Milan di Fabio Capello.
Mio fratello decide di portarmi a vedere per la prima volta il Pescara (che fin lì avevo visto solo sulle figurine o in qualche servizio TV) ed è lì che scocca l'amore vero. Purtroppo mi è poi  toccato aspettare un paio di mesi per tornare all'Adriatico, per un Pescara-Reggiana con doppietta del "Re" Federico Giampaolo.

Da allora ho cercato di seguire il più possibile il mio amato Delfino tra le mura amiche quando un adulto poteva accompagnarmi, (in famiglia non c'è mai stato un grandissimo culto per il calcio) ed ho dovuto aspettare solo il 1998/99 per gustarmi appieno tutta una stagione, quella della promozione sfiorata di un soffio e del sogno infranto all'ultima giornata.

Sempre in Tribuna Adriatica, che praticamente da allora è diventato il mio "habitat naturale" all'interno dello stadio, fin da quando in quella zona esistevano i gruppi "Cozze e Vongole" e "NOI".

La mia prima trasferta la feci nel settembre 2003 ad Ascoli, con il gol di Palladini che serve solo per le cronache.
Queste possono essere le pietre miliari dell'inizio della mia storia d'amore col Delfino, costellata di alti, ma soprattutto bassi, come il periodo in cui ho frequentato a singhiozzo il tempio biancazzurro, a causa di un lavoro che mi occupava tutto il weekend.

Negli ultimi anni, complice una situazione personale più favorevole, ho finalmente potuto dare sfogo totale al mio amore per il Pescara ed ho iniziato a seguirlo realmente dappertutto.
Ma è in casa che tutto nasce e cresce!

Lo Stadio Adriatico mi riporta alla mente tanti aneddoti, tante persone, tante emozioni che sarebbe impossibile spiegare a parole e solo chi frequenta lo Stadio può capire.
Lì ho conosciuto tutti quelli come me malati per il Pescara e lì ho veramente iniziato ad essere fiero delle mie radici, della mia città!

E proprio con alcuni amici conosciuti allo stadio e coi quali ho condiviso delle trasferte in passato nasce l'idea di formare un piccolo gruppo che provasse ad avvicinare al Pescara più persone possibili.

Quindi con Luca, Alessandro, Massimo, Morena ed altri amici e col preziosissimo aiuto della mia ragazza Ilaria, proprio un un anno fa abbiamo deciso di dare vita a questa nostra idea e fondare il gruppo "Quelli del Delfino", sempre presente in casa ed in trasferta (tranne qualche rarissimo caso) con la propria "pezza".

E' bello vedere nel nostro piccolo che le persone ci vedono come un punto di riferimento. Per noi questa è una bella gratificazione, così come è gratificante vedere tanti tifosi felici e spensierati che si godono una trasferta con noi sul pullman, tra un coro, una risata ed un immancabile brindisi, sempre all'insegna del Delfino!

In queste ultime parole può racchiudersi lo spirito del nostro gruppo!
Insomma, è proprio vero che "questa è una malattia che non va più via!"

 

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