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Nuovo sversamento di liquami in mare. Foschi: "Vogliamo sapere l'entità del danno"

| di Pescara mi Piace
| Categoria: Associazioni | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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“Una nuova rottura di un impianto di sollevamento causa un nuovo sversamento diretto nel fiume e nel mare di liquami e di nuovo non ne sappiamo nulla: non sappiamo l’entità dello sversamento, non sappiamo a che ora è cominciato, non sappiamo se sia già finito o meno, non sappiamo quale sia stato l’impatto dell’evento sull’ambiente marino. Un episodio che va ulteriormente a rafforzare l’esposto, il terzo da maggio a oggi, che ho depositato lunedì scorso in Procura contro lo sversamento diretto, nel fiume, ovvero nel mare, dei liquami non sottoposti a depurazione, attraverso l’attivazione del bypass da parte della ditta che gestisce l’impianto di via Raiale. Una procedura che, secondo i primi calcoli, ha causato, tra settembre e ottobre 2016, uno sversamento di liquami per ben 234 ore. Tradotto, secondo un calcolo approssimativo, sono finiti nel mare tra i 356milioni e i 700milioni di litri di liquami oltre ad almeno 113milioni di litri di acido peracetico, od Oxystrong, nel tentativo di compensare l’impatto ambientale di quei liquami. Uno scandalo che si sta verificando a Pescara nel silenzio totale e nell’inerzia di tutte le Istituzioni, Regione, Provincia, e in primis il Comune con il sindaco Alessandrini, tutti a conoscenza di tale vergogna e tutti fermi con le mani in mano, sperando che nessuno se ne accorga. Attraverso il nostro esposto, cercheremo di capire cosa sta accadendo nel fiume, nel mare, nel depuratore, per individuare le eventuali responsabilità e per avere risposte, a fronte di una classe politica dirigente assolutamente incapace”.

Lo ha detto Armando Foschi, esponente dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ commentando l’ultimo sversamento scoperto dalla Capitaneria di Porto per la rottura di un impianto di sollevamento.

“Per tutta l’estate abbiamo vissuto il balletto dei dati inerenti la balneazione: oggi mare-sì, domani mare-no, poi di nuovo mare-sì e via dicendo, una vergogna iniziata nel 2015, con la storia dell’ordinanza fantasma del sindaco Alessandrini, e che ci ha fatto meritare la ribalta nazionale sino a pochi giorni fa, con un’amministrazione comunale che continua a negare le proprie responsabilità anche a fronte di intercettazioni telefoniche inequivocabili – ha sottolineato Foschi -. Ora che la stagione balneare si è conclusa, il sindaco Alessandrini ha ben pensato di far scendere il silenzio sulle drammatiche condizioni ambientali del nostro mare, sperando che se ne riparli a giugno prossimo. Ma, per sua sfortuna, nei giorni scorsi siamo venuti in possesso delle carte che certificano un vero scandalo che si sta verificando con cadenza quasi quotidiana, nel fiume e nel mare. Ovvero: a Pescara bastano due gocce d’acqua, dunque non nubifragi, né tantomeno esondazioni, per mandare in crisi il depuratore di via Raiale e indurre i gestori della struttura, l’impresa Di Vincenzo, a deviare il flusso di liquami nel bypass a valle, con lo sversamento diretto di quei liquami nel fiume e nel mare senza la depurazione imposta dalla legge. In pochi giorni abbiamo raccolto un faldone con tutte le comunicazioni inerenti l’apertura del bypass e la chiusura”. Si parte il 10 agosto, bypass aperto alle 22.30 causa pioggia, e liquami sversati sino alle 15.55 dell’11 agosto, per 17 ore e 20 minuti; il 5 settembre bypass aperto alle 19.30 e chiuso alle 6.30 del 6 settembre, dopo 11 ore di sversamenti. “Lo stesso 6 settembre il bypass è stato nuovamente riaperto alle 9.30 e gli sversamenti sono proseguiti ininterrottamente fino alle 7 dell’8 settembre, dunque per due giorni, ovvero per 45 ore consecutive”, ha elencato Foschi. Di nuovo bypass aperto l’11 settembre alle 9.20 con lo sversamento diretto nel fiume dei liquami sino alle 20 dello stesso giorno, per 15 ore; bypass riaperto il 16 settembre alle 12.15 e chiuso solo alle 5 del 17 settembre, dopo 17 ore; il 19 settembre il bypass è stato aperto alle 18.15 e chiuso alle 8 del 20 settembre, dopo 14 ore; ancora il giorno seguente, il 21 settembre, apertura bypass alle 19.50 e chiusura alle 6.30 del 22 settembre, dopo 11 ore di sversamenti continuativi; altra apertura bypass alle 22.30 del 3 ottobre, chiusura alle 8.30 del 4 ottobre, dopo 10 ore; ancora il 5 ottobre aperto il bypass alle 7.30 e chiuso solo dopo 5 ore, alle 12.30, con il ripristino del depuratore; neanche ventiquattro ore e il 6 ottobre, di nuovo, apertura bypass alle 23.10 e chiusura alle 18.50 del 7 ottobre, dopo 19 ore di sversamenti; e ancora il 9 ottobre bypass aperto e chiuso solo alle 9.10 del 10 ottobre; passano 5 ore e sempre il 10 ottobre il bypass è ripartito alle 14.30 per essere chiuso solo alle 7.50 dell’11 ottobre, dopo 17 ore e 20 minuti; sempre l’11 ottobre apertura bypass alle 17.30 e chiuso solo alle 10.40 del 12 ottobre, dopo 17 ore e 10 minuti; poi si passa al 15 ottobre, con apertura bypass dalle 9.30 alle 11; il 16 ottobre il bypass è stato aperto dalle 9.40 alle 12 a causa dei lavori effettuati dall’Aca sui sollevamenti finali della linea fognaria per la riparazione della tubazione di rilancio dalle vasche di prima pioggia al sollevamento IS9.

“Infine arriviamo al 26 ottobre quando la Di Vincenzo ha comunicato di aver aperto il bypass alle 22.30 per la pioggia post-terremoto, bypass chiuso solo alle 7.10 del 28 ottobre, dunque dopo 32 ore e 30 minuti di sversamenti diretti ininterrotti – ha ripreso Foschi -. La situazione prospettata è aberrante e spaventosa: complessivamente abbiamo conteggiato circa 234 ore di sversamenti diretti dei liquami nel fiume e nel mare. E la ragione è assurda: bastano due gocce di pioggia a determinare un’eccedenza tale di afflusso al depuratore da correre il rischio di mandarlo in tilt, giustificando dunque il bypass, che significa uno sversamento di feci e liquami che oscilla tra i 300milioni di litri (o 300mila metri cubi) e i 700milioni di litri (o 700mila metri cubi). E per compensare tali sversamenti e i loro effetti sull’ambiente, si calcola che siano stati utilizzati circa 113milioni di litri di oxystrong, o acido peracetico. E il peggio non è finito: l’impresa che gestisce il depuratore invia le proprie comunicazioni inerenti apertura e chiusura del bypass a Regione, Provincia, Arta, Aca e, infine, al sindaco Alessandrini che è anche il primo responsabile della salute dei cittadini, che pure non hanno mosso un dito, non fanno nulla per impedire tale dramma ambientale, in due anni non hanno messo in piedi una sola azione amministrativa per fronteggiare l’emergenza. In compenso parlano della costruzione di due o tre nuovi depuratori, della realizzazione del Parco della depurazione, i soliti progetti faraonici irrealizzabili, e nessuno si preoccupa di far funzionare l’impianto che già esiste. Noi però vogliamo vederci chiaro e per questo abbiamo portato le carte in Procura. Nel frattempo – ha aggiunto Foschi – scopriamo l’ennesimo episodio dei liquami finiti in mare per la rottura di una pompa di sollevamento, peccato che né il sindaco Alessandrini, né la sua giunta, abbiano sentito la necessità di confessare alla città quale sia l’entità di tale evento, che comunque avrà inevitabilmente conseguenze sull’ambiente costiero, ennesimo esempio di totale assenza di trasparenza da parte dell’amministrazione comunale”.

 

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