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Taglio degli alberi a Pescara, interviene l'agronomo Morelli

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Il luminare dei pini interviene con una nota inequivocabile sulla questione del taglio degli alberi a Pescara, raccontando anche come è stato trattato dall'amministrazione. 

Chiediamo scusa noi per conto della città a Giovanni Morelli, uno dei maggiori esperti in Italia della materia.
 

Nella città della Pineta, dei pini dannunziani, cosa fanno il Comune di Pescara e il suo assessore? Ignorano il lavoro di quello che è anche il loro consulente, che deve arrivare a scrivere una nota di chiarimento nella quale svela il vero volto e l'atteggiamento dell'Amministrazione che sta conducendo questa città a perdere un pezzo della sua identità, un patrimonio unico. Il tutto senza fare nulla di quello che in altre città viene ritenuto doveroso anche in zone di minor pregio. 

Le parole del Dott. Morelli rappresentano il sigillo su quanto, inascoltati, affermiamo da sempre. Scrive Morelli come l'analisi visiva "...rappresenti il fondamento indispensabile di questa pratica diagnostica; indispensabile, tuttavia, non significa certo sufficiente o esaustivo, come ben noto a tutti coloro che si occupano professionalmente della materia."

Segue la spiegazione sul secondo step necessario, l'analisi strumentale. Solo con i risultati di questa ulteriore analisi si può decidere si sacrificare un bene comune come quello rappresentato da alberi spesso addirittura monumentali.
 

Stendiamo un velo pietoso sul livello di attenzione dedicata dall'Amministrazione e dai tecnici comunali. Ci sentiamo, da semplici cittadini, di chiedere scusa al Dott. Morelli per il modo inqualificabile in cui è stato trattato. 
 

Esprimiamo il nostro sdegno per quanto sta avvenendo, una situazione rara per insensibilità e, soprattutto, per il sacrificio inutile e insensato che il patrimonio arboreo della città sta subendo, che ha portato ben 13 associazioni a firmare un esposto in Procura. 
 

Il muro di gomma alzato dal Comune di Pescara è del tutto irragionevole.
 

Si allega la nota del Dr. Giovanni Morelli.

Nelle ultime settimane sono stato più volte indirettamente coinvolto nelle polemiche relative all'abbattimento di alberi, prevalentemente Pini, radicati nella città di Pescara. Avendo constatato diverse imprecisioni circa il mio ruolo, il mio operato ed i contenuti del mio contributo alla vicenda, ritengo opportuno fornire alcuni chiarimenti in merito. Per quanto a mia conoscenza, la recente campagna di abbattimenti intrapresa dall'Amministrazione comunale si basa su una valutazione di stabilità degli alberi eseguita da un collega, con la sola modalità visiva, ovvero in ossequio al protocollo diagnostico V.T.A. (Visual Trees Assessment). Non conosco nessuno degli alberi sottoposti ad indagine dal collega, tranne 3 individui di cui dirò in seguito, né ho avuto modo di esaminare l'elaborato che da tale indagine è derivato. Premetto dunque di non trovarmi nella condizione di esprimere giudizi di merito. In occasione di una mia partecipazione come relatore ad un convegno tenutosi nella città di Pescara il giorno 13.05.2016, sono stato invitato ad una sorta di "passeggiata pubblica" su Viale Regina Margherita, alla presenza di alcuni cittadini, di esponenti dei mezzi di informazione, di rappresentanti dell'Amministrazione comunale e del collega cui erano state affidate le indagini.

La passeggiata è stata occasione per parlare genericamente di Pini, alberi ai quali mi dedico da molti anni, rispondendo a domande o curiosità, anche in merito alla loro gestione ed alla loro stabilità. In tale occasione mi sono poi favorevolmente espresso in merito allo studio degli alberi così come, almeno sulla base delle informazioni in mio possesso, esso era stato condotto, ovvero in merito alla metodologia adottata, una delle più diffuse a livello nazionale; il tutto senza aver in alcun modo la possibilità, lo ribadisco, di entrare nel dettaglio delle scelte prescrittive individuali. Il mio parere favorevole derivava dalla consapevolezza di come la fase visiva della valutazione di stabilità, ovvero quella adottata a Pescara, rappresenti il fondamento indispensabile di questa pratica diagnostica; indispensabile, tuttavia, non significa certo sufficiente o esaustivo, come ben noto a tutti coloro che si occupano professionalmente della materia. Durante la passeggiata ho avuto poi occasione di soffermarmi su alcuni esemplari per i quali l'Amministrazione comunale, alcuni giorni prima, aveva richiesto un mio approfondimento strumentale. Sono stati così individuati 3 Pini, 2 Aleppo ed 1 Domestico; inseriti in un gruppo di 5 individui direttamente indicati dalla Committenza tra quelli radicati sul Viale.

Pur non conoscendo i criteri che avevano guidato la scelta del gruppo, posso presumere, questa è la prassi, che essi presentassero problemi che, almeno sulla sola base visiva, potessero lasciare dubbi in merito alla loro stabilità. Nella stessa circostanza ho poi deciso, concordemente con i tecnici comunali, di sottoporre questi 3 Pini a trazione controllata secondo protocollo S.I.M. (Static Integrated Methods), l'unico approfondimento strumentale che, sulla base della mia esperienza, si riveli utile nella determinazione della stabilità delle specie in oggetto. Le indagini strumentali sono state effettivamente svolte in data 07.07.2016. Pur avendo comunicato con grande anticipo il giorno e l'ora dei rilievi, alle prove a trazione non erano presenti né rappresentanti dell'amministrazione né tecnici pubblici o privati a vario titolo precedentemente coinvolti nello studio degli alberi. Nei giorni successivi sono stati elaborati i dati raccolti in campo ed è stata preparata la relazione tecnica, oggi di pubblico dominio. Prima della consegna ufficiale degli elaborati, come mia abitudine e buona prassi professionale, ho cercato ripetutamente ed inutilmente di mettermi in contatto con la Committenza al fine di illustrare il mio operato e le considerazioni che ne derivavano. Tutti i miei tentativi di confronto trovano riscontro nella documentazione che ancora conservo. Valutato il mancato interesse ad un riscontro ho quindi provveduto ad inoltrare originale della relazione, datata 14.07.2016. In merito ai contenuti della relazione di cui sopra non ritengo opportuno fornire dettagli in quanto, la recente divulgazione dello scritto offre a chiunque la possibilità di valutarne criticamente i contenuti.

Vale però la pena di ribadire che nessuno dei 3 alberi ha ricevuto una prescrizione di abbattimento e che solo 2 di essi dovranno essere sottoposti a ricontrollo con modalità a trazione controllata ad un anno dal primo rilievo. Trarre da queste risultanze indicazioni generali circa le conseguenze tecniche ed economiche di una possibile estensione delle analisi strumentali agli altri alberi con prescrizione di abbattimento, come si è letto nei recenti comunicati stampa del Comune per delineare la presunta insostenibilità di una tale scelta, rappresenta un processo forzato, irrealistico e metodologicamente sbagliato. Vi sono oggi numerose città che integrano i loro programmi con questa metodologia, nell'intento di razionalizzare le risorse disponibili per le indagini, minimizzare gli abbattimenti, ridurre gli impegni manutentivi ed, evidentemente, tutelare la pubblica incolumità. Questo perché la valutazione di stabilità è una pratica specialistica tecnicamente complessa, pratica che, come ogni atto diagnostico, deve essere inserita in un programma di screening di popolazione, ovvero in una strategia pianificatoria e gestionale di lungo periodo. In conclusione, pur constatando come da più parti si sia utilizzata la valutazione di stabilità non come strumento di conoscenza ma come arma di confronto ideologico, mi spiace soprattutto che, in questi giorni di polemica, nessuno abbia ritenuto utile interpellare il sottoscritto, pur non avendo riguardo ad utilizzarne il nome nelle più diverse circostanze. 

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